Del sarcasmo ed altri pregi*

Non so perché continuo a dimenticarmi che ironia e sarcasmo non sono ancora completamente accettate o, meglio, comprese. Nella mia personale esperienza posso affermare che la maggior parte delle persone si offende e solo una minima parte comprende l’ironia, non parliamo poi del sarcasmo, questo sconosciuto.

Nella mia lotta personale per lo sdoganamento di “ironia & sarcasmo libere” vado a ricordare cosa essere sono e significano, complice il vocabolare della lingua Treccani

Il mio sarcasmo sarà la mia morte, ne sono certo. Se un tizio mi puntasse un coltello contro probabilmente gli direi “cosa hai intenzione di fare?, accoltellarmi”?.

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IRONIA
Nell’uso com., la dissimulazione del proprio pensiero (e la corrispondente figura retorica) con parole che significano il contrario di ciò che si vuol dire, con tono tuttavia che lascia intendere il vero sentimento: fare dell’i.; parlare con i.; cogliere l’i. di una frase, di un’allusione; non s’accorse dell’i. delle mie parole. Può avere lo scopo di deridere scherzosamente o anche in modo offensivo, di rimproverare bonariamente, di correggere, e può essere anche una constatazione dolorosa dei fatti, di una situazione, ecc.; ci può essere perciò un’i. bonaria, lieve, fine, sottile, arguta, faceta, o un’i. amara, fredda, beffarda, pungente, crudele, ecc.

Vorrei scusarmi con tutti coloro che non ho ancora offeso. Presto sarete accontentati.

SARCASMO
Ironia amara e pungente, ispirata da animosità e quindi intesa a offendere e umiliare, che a volte può anche essere espressione di profonda amarezza rivolta, più che contro gli altri, contro sé stessi: parole, frasi, osservazioni piene di s.; parlare, rispondere con s.; fare del sarcasmo; sento del s. nelle tue parole; sentì la rabbia dentro di sé, qualcosa di molto vicino all’odio che avrebbe voluto esplodere contro quel s. assurdo e cattivo (Ugo Riccarelli).

 

 

 

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