la piaga delle mamme blogger

Partiamo dall’assunto fondamentale che non c’è nulla di male nelle mamme che si aprono un blog, per condividere le piccole e grandi gioie (o dolori) legate alla maternità. Per carità, anzi. Io ce l’ho con quella piaga chiamata “mamma fashion blogger” che è una degenerazione della già discutibilissima categoria delle “fashion” blogger. Spesso improvvisate, quasi sempre ignare della benché minima cognizione giornalistica, queste mamme hanno due scopi principali, a volte coincidenti:

  • ottenere gratis oggetti e/o servizi per i loro pargoli (calzature, abiti, accessori, strumenti vari… solitamente piazzate in bella vista nelle foto);
  • dare la più vasta (insomma, che ecceda il quartiere) visibilità possibile al proprio bambino/a spinto/a, fin dall’età dei primi ruttini, ad intraprendere la carriera di modello/a.

Questo esercito, che conta troppe adepte, non si ferma di fronte a nulla: la grafica raccapricciante del loro sito non costituisce un problema, la totale incapacità di usare una macchina professionale non le tange minimamente facendole sentire in imbarazzo (tanto hanno lo smartphone a che serve una camera?), la decenza nemmeno.

Fino ad ora questi pensieri li ho sempre tenuti per me o, al massimo, ampiamente condivisi con le operatrici (siamo al 99% donne) del settore, facendo gossip più o meno aperto su certi casi noti a noi tutte noi. La goccia che ha fatto tracimare il vaso è stata ricevere una e-mail da un ufficio stampa (santo iddio sorella, hai necessità di lavorare fino a questo punto?) in cui mi viene comunicato la bambina XY (faccio notare che c’è un regolamento, chiamato Carta di Treviso, con precise indicazioni riguardo l’uso delle immagini e delle informazioni legate ai minori che queste sciagurate ignorano) è “La prima mini blogger italiana”, età anagrafica quattro anni e mezzo.

Riporto di seguito, pari pari, uno stralcio dal comunicato stampa, omettendo dati sensibili, per permettervi di capire meglio il mio sconcerto:

Il progetto […]  Blogger ideato da […]  è qualcosa di nuovo e sorprendente. La blogger […] crede che sia importante educare i propri figli a vestirsi bene, senza ostentare look oltre i loro limiti, che li facciano sentire comodi e valorizzino la loro dinamicità. Vestirsi alla moda per […]  e […] è un gioco divertente tra mamma e figlia.

[…] , cui è dedicata la pagina Instagram www.instagram.com/[…]  per mostrane look ed outfit, ha partecipato alla Milano Fashion Week a febbraio 2017 per la prima volta. Sfilate come quelle di Laura Biagiotti, Pedro Pedro o Carlos Gil (e molte altre), oltre a press day e presentazioni prodotto, hanno accolto la piccola Mini Blogger con un sorriso (di orrore? di compassione? mia nota personale).

[…], per l’occasione, è stata vestita dalla fashion mommy […]  con un look casual per fashion kids: pratico e comodo, ma allo stesso tempo impreziosito da dettagli e particolari in linea con le collezioni autunno/inverno 2017-18.

Nata a […] nel […] , […] è una blogger e influencer (ma de che? aggiungo sempre io, tanto lo sappiamo tutti che i likes si comprano!) appassionata e fantasiosa, sempre attenta alle ultime tendenze della moda. Diplomata al liceo artistico, alterna la sua vita da blogger fashionista a quella di dolce mamma delle piccole […] e […] .”

Ma rispetto a tutto ciò una sana di mente, che dovrebbe fare? Chiamare il 112? Allertare i Servizi Sociali?

Queste mamme che, evidentemente, di sale in zucca ne hanno proprio poco, anziché insegnare alle figlie/i a “vestirsi alla moda” non potrebbero insegnare loro, che ne so, le buone maniere, l’uso di uno strumento musicale, la bella grafia, una lingua straniera, le equazioni di secondo grado o anche, più semplicemente, come pulire la propria cameretta, prendersi cura di un animale o aiutare nelle faccende domestiche senza distinzioni sessiste? Ma una mamma blogger per la matematica quando? una lotta a colpi di foto con addizioni e radici quadrate da risolvere indirizzate non a suscitare l’invidia delle altre, ma per stimolare lo sviluppo della parte logica dei bambini mi troverebbe tra le simpatizzanti, per non parlare di pagine Instagram dove si insegnano i primi rudimenti di latino e greco agli infanti.

Poi ci si lamenta che i giovani sono dei debosciati. Basta vedere a cosa sono esposti da piccoli, mi dico.

Poi ci sono le mamme che conciano le figlie come zoccole, ma questo è argomento che tratterò in un altro post.

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