ma quante scarpe hai?

Qualche giorno fa una conoscente mi ha freddato con questa domanda cogliendomi impreparata. Non lo so quante ne ho. Non ho mai voluto farne il conto perché sarebbe contare quanti libri si hanno nella libreria. Diciamocelo, per quante possano essere non bastano mai. Come gli abiti, come i cappelli, i gioielli e le risate. Perché le scarpe sono qualcosa di più di un semplice accessorio-necessario, si intonano al nostro umore del momento, alla giornata, alla fatica, alla gratificazione e non solamente all’abbigliamento che portiamo. Essendo dotata di un piede minuscolo la scelta per me è assai limitata. Le ballerine (Marc Jacobs, Repetto, Porselli, PéPé… ) la fanno da padrona e qua e là campeggiano rari esemplari col tacco. Recentemente ho scoperto la zeppa in corda. Per anni l’ho considerata volgarotta ma, approfondendo il discorso, mi sono resa conto che esiste zeppa e zeppa. Puoi trovare quella effetto “passeggiatrice notturna” ma anche quella “Brigitte Bardot sulla Côte negli anni ’60”. Sono sicura che il segmento in questione sia destinato a crescere nel mio armadio. (Thank you Ska Shoes!). Detto questo sono e rimango un’amante della scarpa bassa. Un po’ perché il tacco, e la sua intrinseca ed innegabile scomodità, non si accorda con la vita di una persona che deve correre costantemente a destra ed a manca, un po’ perché il tacco è un’arma a doppio taglio: la mezza misura fa zietta ma è comoda, il 9 cm è bello ma francamente improponibile. Detto questo, con i 40 °C di questi giorni, portarlo significherebbe semplicemente non essere più in grado di camminare dopo 10′: d’altra parte il piede ha questa brutta abitudine di gonfiarsi ed assomigliare ad un insaccato superati i 20 °C.

Ovviamente questo è un tema sul quale ritorneremo.

Scarpe da giorno. Estivo.
Scarpe da giorno. Collezione estiva.
La new entry per l'autunno. I love you Marc Jacobs
La new entry per l’autunno. I love you Marc Jacobs

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