Please, don’t go

 

Proprio nei giorni in cui tutto sembra che ti cada addosso, proprio quando hai perso il conto delle cose che devi fare-sbrigare-ricordare-ricordargli capita un evento fuori contesto, qualcosa che sbalestra il tuo rodato self absorbed bioritmo post-moderno. Un’amica che parte. Se ne va. O, meglio, torna a casa. Ma quando casa corrisponde con San Francisco, il fatto che ella scompaia dal tuo quotidiano ha qualcosa di inaccettabile. Come un lutto. Ancora non mi capacito di come such an American girl sia sopravvissuta a Milano per quasi tre lustri e di come sia inesorabilmente ancora innamorata dell’Italia. Oppure sì, forse perché capisco  – avendo vissuto molto all’estero – mi sono chiari i motivi che all’improvviso possano aver preso il sopravvento. Così, ex abrupto. Solo, ad un certo punto, il quadro nel quale sei in prestito, che adori, che ammiri, non è più sufficiente. Hai necessità di tornare nel quadro a cui appartieni. Sapere tuttavia di non avere più un pezzo della “mia” America qua vicino, mi fa sentire ancora più lost in translation di quanto già non mi senta. Recentemente Hilary – che è una Scrittrice Pubblicata (categoria di cui mi occuperò ad un certo punto) – ha scritto un simpatico post nel quale descrive le cose che le mancheranno di più, enumerando fra queste un dentifricio. Curioso. Un’altra amica, che vive in un lussuoso appartamento in Tribeca (NYC), mi ha spesso incaricato di spedirgliene di vagonate della stessa marca. Lei sa benissimo che potrebbe trovarlo da Bigelow*** ma preferisce riceverlo direttamente da casa mia. La capisco, io continuo a chiedere di ricevere peanut butter cups di una celebre marca di dolciumi industriali (Hershey’s) ad una povera amica costretta a spedizioni improbabili, è un po’ come se a noi chiedessero di spedire in Australia dei cioccolatini Kinder. Per capire il livello di profondo sconforto emozionale che un trasloco intercontinentale è in grado di provocare. Anche oggi, anche nell’epoca del 2.0, nei giorni in cui tutto sembra facile – se sei un turista – il trasferimento in un altro paese è ancora un’impresa. Sei in un altro paese. Non sei nel tuo paese. Tutto è diverso e non necessariamente friendly. È anche tutto nuovo ed esaltante e questo, per un po’, serve da anestetico contro i sicuri disagi ai quali andrai incontro; tuttavia, da che ti alzi al mattino a che ti corichi la sera, sei sola con te stessa in un altro universo, sotto un altro cielo. E questo, solo chi l’ha vissuto lo può capire. Così, ad un certo momento, out of the blue, ti coglie il sacro fuoco del rientro (no, a me non è capitato questo, NdR) e non gli puoi resistere, è come se ti mancasse l’aria, come se tutto ciò che ti circonda perdesse senso. Peccato che lei è parte di quel circondario che mi circonda(va) e saperla lontana mi rattrista.

So, HBW please, come back.

M*

*** lussuosa profumeria nel West Village di New York, celebre per la qualità dei prodotti in vendita e rinomata per l’offerta di prodotti, al punto da diventare modo di dire: “WHEN YOU CAN’T FIND IT ANYWHERE ELSE… CALL BIGELOW”

 

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