Sono un’archeologa ma non è colpa mia

Userò questo post per fare outing: ebbene sì, sono un’archeologa cosa di cui sono sconfinatamente orgogliosa. L’archeologia, ahimè, non la pratico poiché ho scelto un’altra direzione lavorativa, ma il mio occhio è sempre rimasto vigile nel registrare tutto quel che accade nel mondo in cui ho vissuto gli anni spensierati dell’università (e poi anche qualche periodo successivo). Ecco perché oggi voglio parlarvi del libro Archeostorie: trentaquattro professionisti archeologi si raccontano, con semplicità, umiltà, chiarezza. Non è un volume auto-celebrativo, non vuole illudere le future generazioni di aspiranti professionisti sulla facilità del mestiere. Anzi, direi che mette bene in guardia: conoscere a menadito l’antico non è più l’unica competenza richiesta all’archeologo del futuro. Almeno di quello che vuole lavorare, ovviamente. Sono molti gli interventi che mi sono piaciuti e che dimostrano forza e coraggio e determinazione e rettezza (lavorare nella Terra dei Fuochi richiede tutto questo e molto altro, brava! brava! brava! a Lidia Vignola).

L’idea che mi ha colpita di più è sicuramente quella del duo composto da Andrea Bellotti e Alessandro Mauro che hanno creato una stazione radio “Let’s Dig Again” completamente dedicata all’archeologia. L’approccio è contemporaneamente professionale ma divulgativo, preciso ma divertente, impegnato ma con allegria. L’archeologia infatti ha avuto per decadi – e grazie ai numerosi baroni che l’hanno dominata – questa dimensione polverosa e accademica che l’hanno resa in Italia, spesso auto-referenziale con buona pace del discorso sulla restituzione dell’antico alla comunità (spesso declinata nella forma di « restituzione dell’antico per l’ennesima pubblicazione specialistica che leggono in 20 persone »). Sarà che amo da sempre la radio (e detesto altrettanto la TV), sarà che Lucy* si chiama così perché il team di paleontologi stava ascoltando “Lucy in the Sky with Diamonds” dei Beatles al momento del ritrovamento e che questo dettaglio mi ha sempre fatto impazzire. Sarà che a farla sono due ragazzi giovani che con questo contributo aiutano sicuramente nell’opera di restauro-contemporaneizzante della discliplina.

Penso che questo manipolo di professionisti riuscirà nell’intento e di lavorare e di portare quel modo tutto italiano di fare archeologia finalmente al passo con i tempi. Le istituzioni, come al solito, se ne accorgeranno tardi ma noi sappiamo che là fuori c’è tutto un pubblico di appassionati che li sosterrà e gli darà ragione.

Grazie a Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti – ed all’editore Monduzzi!

Seguire Archeostorie è semplice, dal momento che è sempre in tour!

 

Archeostorie sulla via Traiana, Egnazia.
Archeostorie sulla via Traiana, Egnazia.
Archeostorie di fronte al mausoleo di Teodorico, Ravenna.
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Archostorie a Milano!
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THE COVER
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