AC01 ovvero la sveglia di design*

Iniziamo subito col dire che questa sveglia l’ha disegnata Jasper Morrison, che mi è costata 139€ (+ 11€ di spese di spedizione), e che la stavo osservando da qualche tempo dal momento che l’ho sempre trovata stupenda. Così, ad un certo punto, l’anno scorso mi sono decisa a comprarla.

Quanto mai. Questo è il classico esempio di splendido design e scarsa praticità ed ora vi spiego il perché, dal momento che dopo quasi un anno l’ho testata a sufficienza per scrivere questa recensione.

Quel genio di Jasper ha commesso due madornali errori: il primo.

Per spegnere la sveglia non vi è un pratico bottone sulla sommità o sul retro. No, a Jasper forse questa ovvietà non deve essere piaciuta. Egli ha fatto in modo che per spegnere la suoneria sia necessario ruotare il corpo posto sul retro del meccanismo. Ora, io non so voi ma io la mattina, quando parte l’allarme, non mi ricordo nemmeno come mi chiamo, non ho pressoché conoscenza di me, ho seri problemi di coordinazione e sicuramente non ho la lucidità per afferrare nel punto esatto l’oggetto emettitore di fastidio e “ruotare” con la precisione di un chirurgo estetico che sta operando una star di Hollywood, l’interruttore E, così come recitano le istruzioni. No, io no. E tant’è vero che negli atti scomposti che sono in grado di compiere, il 90% delle volte codesta costosissima sveglia finisce per terra.

E qui ecco il secondo.

Per contrastare il di cui sopra atto inconsulto mattutino, la sveglia dovrebbe essere munita di solida base o, almeno, di una base sufficientemente estesa da prevenire il cappottamento della stessa. No, a Jasper sicuramente la sveglia piaceva così snella e sottile, anoressica anche nella sua base, il che mi fa pensare che egli o non l’ha mai collaudata realmente, o è dotato — beato costui — di una precisione meccanica dei movimenti fini da far invidia al di cui sopra chirurgo.

Sono ora conscia che l’Ufficio Stampa di Punkt (una tra le aziende di design tecnologico più fighette in circolazione) mi cancellerà dalla mailing-list, tuttavia questo è il vantaggio offerto a coloro che gli oggetti se li comprano –e non sono dunque costretti a scrivere recensioni zuccherose su qualsiasi cosa gli uffici PR ti propinano, e le altre blogger.

Morale della storia: se proprio la volete usatela come orologio da tavolo.

m*

P.S. il claim sulla confezione recita cleverly put together. La mia reazione è: like, seriously? soprattutto dopo aver letto che l’oggetto di design da 139€ è Made in P.R.C.

L'oggetto del desiderio
L’oggetto del desiderio
Il pallino bianco non è voluto, è il risultato delle numerose cadute.
Il pallino bianco non è voluto, è il risultato delle numerose cadute.