Totalmente random come la noia e come l’ozio*

Come ormai avete capito aggiorno questo blog in maniera totalmente casuale, affidandomi all’estro del momento ed alle residue capacità mentali che mi rimangono al termine di una giornata.

Nell’ultima settimana mi sono dedicata alla lettura di un libro curioso, che mi si è presentato davanti in libreria (thanks Greenlight Bookstore – Fort Greene) mentre, in realtà, ero entrata per acquistarne un altro***, perché i libri sanno bene quando è il momento di tirarti per la giacchetta.

Mi sono quindi immersa nella lettura di On doing nothing. Finding inspiration in idleness di Roman Muradov, il quale disquisisce per centoquattro scorrevolissime pagine sull’arte del non fare assolutamente nulla, cosa della quale, stando a quanto mi dicono le amiche, non solo ho disperatamente bisogno ma che devo proprio imparare a fare.

Il nostro buon barbuto (stando al ritratto della terza di copertina) autore mi ha ricordato di quanto l’indolenza sia un pregio, una virtù anzi, alla quale dedicarsi il più di frequentemente possibile dal momento che proprio in essa risiedono le radici stesse del pensiero creativo. Non ricordo più chi sosteneva che è proprio nei gesti lenti, ripetuti, nella noia che si genera la coscienza, la stessa che dà, poi, manifestazione di sé nel genio creativo; ahimè spesso si pensa che per “genio” si intenda una persona dotata con un quoziente intellettivo fuori dal comune, così estremo da rasentare la follia. Per me, genio, ma anche per il barbuto autore posso dedurre, genio è da intendersi alla latina, derivato dal verbo “geno” (a sua volta derivato dal greco, ma non perdiamoci in divagazioni etimologiche) che significa generare, creare sicché “genio” è sempre, ipso facto, creativo.

Mi sono molto piaciuti i libri, gli autori ed i personaggi ai quali Muradov fa riferimento nel volume, al punto tale da volerli leggere o rileggere (in pochi casi) per cercarne la sua personalissima interpretazione.

Un’altra cosa che mi ha colpita è che egli non faccia mai riferimento alcuno al concetto (vuoi motto) latino di “otium et negotium” che, in pratica, è la sua teoria incarnata. Mi sa che è il caso che glielo dica, prima o poi.

 

Ed ecco una immagine di me che prova che, in quel preciso istante, non stavo facendo assolutamente nulla, poiché fotografarsi i piedi possiamo farlo rientrare nella categoria in oggetto.
Ed ecco il libro reale.

 

*** il libro che stavo cercando è My year of rest and relaxation di Ottessa Moshfegh ma, in quel momento, $24.56 mi sono parsi troppi per una trama che non mi pareva particolarmente avvincente.

 

Copertina del volume, totalmente rubata dal sito dell’autore perché avevo bisogno di una foto fatta come si deve. Credits Chronicle Books

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